Galleria Borbonica a Napoli ... un susseguirsi di storia...

Ultimo giorno a Napoli, siamo all’inizio della nostra visita. La nostra guida ci invita a chiudere gli occhi, da lì a poco sentiremo un suono. Un allarme che si ripete ogni 15 secondi. Ti entra dentro, ti penetra, ti pervade una sensazione di paura. Ecco ora possiamo riaprire gli occhi.

 

E' tutto finito. Non lo è stato per chi viveva a Napoli e in ogni città del mondo nella Seconda Guerra Mondiale. Era il suono dell'allarme anti bombe che avvertiva di correre nei rifugi.
Ci troviamo nella Galleria Borbonica di Napoli dove nel periodo bellico trovarono rifugio dai 5000 alle 10000 persone. Terminata la guerra per i primi tempi divenne una vera città sotterranea, chi non aveva più le sue botteghe aveva ricostruito con quel poco che rimaneva piccoli negozi e per chi aveva perso tutto divenne un tetto dove vivere, fino al momento della ricostruzione.
La visita della Galleria Borbonica inizia in realtà all'esterno. L'entrata è nel Palazzo Serra di Cassano edificato sulla collina di Pizzofalcone. Il palazzo prende il nome dalla nobile famiglia napoletana, di origini genovesi.

Di questo palazzo è suggestivo lo scalone monumentale, imponente. Gli scalini sono molto lunghi perché dovevano  permettere ai cavalli di raggiungere i piani alti dove far scendere i nobili. La storia racconta che durante la rivoluzione del 1799 per la Repubblica Napoletana, il figlio del principe, che vi partecipò, fu giustiziato. Il Re riconobbe la grazia al padre ma il principe in segno di lutto per la grave perdita e di protesta nei confronti del Re decise di chiudere lo storico portone che dà sul palazzo reale di Napoli, l'attuale accesso al palazzo è posto nella parte posteriore dello stesso, su via Monte di Dio. Il portone non venne mai più riaperto tranne che per due occasioni. Attualmente è sede dell'istituto Italiano per gli studi filosofici.
Ma torniamo alle Gallerie: nel 1853 Ferdinando II di Borbone firmava un decreto con il quale incaricava  di progettare un viadotto sotterraneo che congiungesse il Palazzo Reale con piazza Vittoria. La vera motivazione era quella di creare un percorso militare rapido, in difesa della Reggia. I lavori furono articolati, le cave di tufo furono utilizzare per edificare la chiesa della Nunziatella. Scendendo trovarono una rete idrica e una grossa cisterna che riforniva l'acqua a tutta Napoli.
Oggi avrete modo di scendere nelle viscere della terra, le ripide scale di tufo vi porteranno ad ammirare la vasca di raccolta delle acque. Una piscina azzurra suggestiva, sul fondo giacciono i cocci delle anfore rotte, nel centro un anfora ci ricorda come veniva portata fino al pozzo l'acqua. Avrete modo di conoscere la storia del pozzaro, l'addetto alle manutenzione dell'epoca, che come uno spiderman moderno scendeva sotto terra tenendosi con una sola mano.


Il percorso ricostruisce quello che fu il rifugio in tempo di guerra.
Portandoci verso l'uscita potrete vedere carcasse di auto e di moto. Per anni le gallerie furono adibite a deposito.
Alcune di queste sono state mantenute come reperti storici e di guerra.
Al termine della visita al di fuori ad aspettarci un caldo sole, i raggi fanno capolino nei pensieri, un susseguirsi di storia, di tante vite che hanno percorso questa via, molte devono ringraziare il fatto di esserci stati. Ecco in lontananza vedo il mare...

Leggi anche Viaggio a Napoli

Informazioni pratiche

Per orari e percorsi vi consiglio di consultare il sito: Galleria Borbonica

Blog Viaggi